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 Società
'The Facebook Show'
il social network dell'arte
di Silvia Zanardi
Da Murakami a Cattelan, il mondo dell'arte
contemporanea ha i suoi 'profili' online. Talvolta bizzarri e divertenti,
talvolta banali. A Detroit, il Museum of New Art di Detroit li ha
saccheggiati per creare un'esposizione permanente, fatta di contatti e
amicizie
(03 novembre 2010)
Takashi
Murakami sembra finito lì per caso, eppure lo sfondo è quello dei suoi fiori
sorridenti. La smorfia di Maurizio Cattelan è simile a quella di un
ragazzino in gita scolastica, mentre Matthew Barney si cela dietro
un'immagine del suo 'Cremaster3'. Fiorella Mancini ha scelto invece la
ragazza barbuta, rispolverata dai suoi archivi degli anni Ottanta. E c'è
anche Achille Bonito Oliva, in giacca e cravatta come sempre.
Si potrebbe andare avanti a oltranza, spulciare uno a uno i loro 'profili'
ed entrare nei meandri dei loro album e dei loro status. L'hanno capito
anche artisti, critici e galleristi: di Facebook non si può più fare a meno.
Anche i più timidi, e persino i più scettici, ormai ci sono dentro.
Il Museum of New Art di Detroit ne
ha scovati migliaia e ne ha scelti 620 per il suo 'Facebook Show': un
patchwork di profili bizzari, curiosi o persino banali, di artisti e
personaggi conosciuti nel mondo dell'arte. 'Cuciti' insieme in un grande
display luminoso del museo come a formare una nuova isola, tutta per loro,
fatta di contatti e amicizie.
I diretti interessati sono stati avvertiti dell'inagurazione della mostra
via Facebook o via e-mail. "L'esposizione sarà permanente- spiega il
direttore del Museum of New Art, Jef Bourgeau - Ogni tre mesi aggiungeremo
nuovi profili, ne scegliamo continuamente". Ovvio, perché 620 profili in un
oceano di 500 milioni di utenti, questo il numero dei "facebookiani", non
sono che una piccola goccia.
Gli artisti più conosciuti del social network, oltre ad avere un profilo
personale, hanno anche pagine virtuali create dai loro fans nelle quali,
ogni giorno, entrano nuovi amici. E molti non nascondono di avere aggiunto
l'aggiornamento del loro profilo Facebook fra le mansioni dei propri
assistenti personali.
D'altronde il lavoro da fare non manca: ci sono tante amicizie da approvare
e nuovi album da pubblicare, oltre agli annunci di mostre e appuntamenti. Se
gli artisti lavorano con le emozioni, "bisognerebbe riflettere sullo spazio
emozionale che crea la nostra società digitale", scrive la critica Ulli
Knall. Potrebbe essere il tema per il prossimo Facebook Show.
[L'immagine del profilo Facebook
dell'artista Alexandra Lerman]

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